La storia delle limonaie
Il lago di Garda, soprattutto la sua riva occidentale da Limone a Salò, offre al visitatore notevoli esempi di strutture architetture introvabili altrove, quali testimonianze tangibili di un’epoca e di una civiltà.
Le limonaie ebbero origine nel XIII secolo, quando si introdusse la coltivazione degli agrumi anche sul Garda. Nacquero quindi queste caratteristiche “serre” atte a proteggere le preziose piantagioni dai possibili rigori invernali.
Sono in genere esposte verso Sud-Est circondate su tre lati da alte muraglie; numerosi pilastri, posti su ripiani terrazzati, sostengono una fitta orditura di travi in legno su cui durante il periodo novembre – marzo, si fissano assi e vetrate per riparare i limoni dal freddo. Gli abitanti rivieraschi, tenaci contadini, rustici barcaioli, pescatori si trasformarono in giardinieri.
L’economia complessiva ne risentì positivamente, dato che la produzione risultava abbondante, qualitativamente pregiata e destinata, con buon profitto, esclusivamente all’esportazione verso i paesi centro – europei.
Oggi di questi monumentali complessi architettonici ne sono rimasti un po’ ovunque, anche nei centri abitati (Limone, Gargnano, Maderno…), ma sicuramente la più imponente è la limonaia Pra’ de la Fam, ubicata nel porto di Tignale. L’unificazione italiana, la conseguente abolizione dei dazi doganali prima operanti, lo sviluppo dei trasporti, la degenerazione delle piante per la malattia della “gommosi”, portarono via via all’abbandono graduale di questa attività agricola. Rimangono ancora, pur se in degrado, le testimonianze murarie, uniche nel loro genere, di un periodo assai florido per l’economia gardesana che considerò la coltivazione degli agrumi una vera e propria industria, coniugando intelligente imprenditoria con rispetto per l’ambiente, rimodellato ma non snaturato.
