I giardini di limoni

Grazie alle favorevoli condizioni climatiche, straordinarie rispetto alla latitudine, il paesaggio del lago di Garda è caratterizzato da una vegetazione essenzialmente mediterranea.

Se olivi, cipressi, oleandri, agavi, lauri e capperi crescono in maniera naturale, quel che più meraviglia è la presenza di limoni, cedri ed aranci, in bellissimi giardini.

La coltivazione degli agrumi sulla sponda occidentale del lago, tra Salò e Limone, fu introdotta già intorno al secolo XIII dai frati francescani di Gargnano.

È proprio la coltura intensiva dei limoni, elogiata nel Cinquecento dalla settima giornata del trattato di agricoltura di Agostino Gallo, a motivare la presenza sulle sponde del lago delle limonaie disposte su terrazzamenti che sfruttano l’andamento naturale del pendio.

Si tratta di manufatti architettonici riconoscibili dagli altissimi pilastri in pietra, che con le muraglie retrostanti costituivano la struttura necessaria a reggere gli elementi mobili in legno e vetri che venivano applicati durante l’inverno per proteggere le piante di limoni dalle basse temperature. Gli alberi di agrumi venivano piantati in piena terra, a differenza delle orangerie delle grandi corti europee che prevedevano un ricovero durante i mesi freddi delle piante in vaso.

Il commercio dei limoni, favorito dall’unicità del prodotto e non gravato dai dazi della Serenissima, garantiva nel Settecento grandi benefici economici; tra i maggiori produttori emergeva la famiglia Bettoni, che attraverso propri agenti commerciali esportava gli agrumi in tutte le principali città del nord Europa.

Perfino in Russia, alla corte di San Pietroburgo, i limoni del Garda erano apprezzatissimi per l’ottima qualità dei frutti, l’aroma, la durata e le proprietà medicinali.

Il paesaggio è tuttora caratterizzano dal singolare impianto architettonico delle limonaie, che a partire dal secolo scorso sono andate incontro ad un progressivo abbandono, a causa della venuta meno dell’uso dei limoni a scopo terapeutico, sia per costi troppo elevati della manodopera sia per i progressi compiuti dalla chimica nella sintesi dell’acido citrico.

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