Si è conclusa la prima parte di “Partecipare: nuovi cittadini tra antichi e moderni patrimoni” , un progetto “straordinario” – come lo ha definito la Presidente FAI, Ilaria Borletti Buitoni, “perché tocca tanti campi: non solo la tutela del patrimonio d’arte e natura italiano, ma anche l’integrazione tra culture. Un modo davvero intelligente di affrontare i rapporti con persone spesso al centro di polemiche deteriori. Il FAI si pone in questo abito come una voce forte e civile, realizzando un progetto che ha come filo conduttore la civiltà. Lo definirei davvero un volo alto della nostra Fondazione che mi rende realmente orgogliosa”.

Sabato 17 novembre, nella prestigiosa sede di Villa Necchi Campiglio,  si è tenuta la cerimonia di consegna degli attestati a tutte le persone che hanno partecipato ai corsi di storia e arte italiana organizzati a Milano, Varese e Valle Camonica da febbraio a giugno 2012.  Per l’occasione, Villa Necchi ha accolto circa 150 persone di oltre 25 Paesi diversi, tutte accomunate dall’interesse per l’arte e dall’amore per la conoscenza. Il progetto è stato promosso dall’Associazione Amici del FAI con la collaborazione del FAI e il sostegno della Fondazione CARIPLO.

Erano presenti la presidente dell’Associzione Amici del FAI, Giosi Archetti, la Vice Presidente dell’Associazione, Annamaria Morando, il direttore generale del FAI, Angelo Maramai, Anna Anelli di Regione Lombardia, il Vice Presidente della Provincia di Milano, Novo Umberto Maerna, la presidente dell’Associazione Donne Arabe in Italia, Dounia Ettaib, il direttore del magazine Vita, Giuseppe Frangi e l’antropologa Anna Casella. La mattinata è stata anche l’occasione ideale per una riflessione sull’uso dell’arte e della cultura come mezzo per favorire la convivenza civile.

“La partecipazione a questo progetto ci rende coeredi del ricco patrimonio culturale e artistico dell’Italia” – ha detto Dominique Hervè, corsista di Milano  – “Di solito, i cittadini d’origine straniera si raggruppano in funzione del proprio Paese d’appartenenza per condividere esperienze, storie e interessi comuni. Il corso al quale abbiamo partecipato ha visito la formazione d’un gruppo di nuovi cittadini, provenienti da diverse nazioni, realtà linguistiche e culturali. L’arte in generale, forma di espressione e di comunicazione, ha la capacità di rompere le barriere, annullare le differenze, le ignoranze pericolose e dannose che generano squilibrio e indifferenza e dovrebbe permettere la riscoperta di sé stessi attraverso l’altro”.

Tutti i corsi sono stati pensati prevalentemente per cittadini di origine straniera, ma non sono stati esclusi gli italiani interessati. Le lezioni teoriche, una volta alla settimana, si sono alternate alle lezioni pratiche, condotte da guide professioniste che hanno accompagnato tutti i corsisti nelle visite ai monumenti e alle bellezze delle città.

“Credo che pochi docenti nel corso della loro vita abbiano avuto il privilegio di allievi tanto interessati che studiavano ben oltre i nostri suggerimenti” – ha detto Maria Teresa Finzi, rappresentante docenti dei tre corsi – “Anche noi abbiamo imparato, perché il ponte tra culture è a doppio senso di marcia: le differenti varietà della flora, la funzione dei parchi cinesi o perchè in Cina i castelli hanno tantissime camere da letto e da noi no, la funzione dei Cremlini in relazione ai nostri castelli, la storia dei paesi latino-americani, i tram di Quito, che dagli anni 20 sono come quelli milanesi.”

Ora, per i neo – Mediatori Artistico Culturali si inaugura una seconda fase che li vedrà protagonisti  di visite guidate in moltissime lingue, dal cinese all’arabo, ucraino, russo, spagnolo ecc., alla scoperta della storia delle città dove vivono e lavorano. Le visite sono gratuite e aperte a tutti gli interessati. “Mi auguro che possano diventare degli ambasciatori del FAI presso  i propri connazionali” ha detto Dounia Ettaib. E l’obiettivo di tutto il progetto è proprio questo: aumentare il coinvolgimento dei cittadini di origine straniera alla vita culturale italiana, favorendo in questo modo un reciproco scambio di conoscenze e informazioni.

Il FAI, tra le sue numerose attività di tutela, si pone in questo modo un nuovo obiettivo:  far conoscere il patrimonio nazionale anche ai nuovi cittadini, sempre più presenti, e favorire così la cooperazione e lo scambio tra i popoli.